Lineapensante 13°
resta_ancora_un_po

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Resta ancora un po’.

Ancora qualche minuto.
E forse mi bastano anche pochi secondi.

Non per fare qualcosa di particolare, ma per lasciare che il tempo si dimentichi, almeno per una volta, di dover andare da qualche parte.

Mi piace quando siamo così.

Senza programmi da rispettare, senza domande a cui trovare una risposta, senza dover decidere cosa siamo o cosa diventeremo.

Ci sei tu, ci sono io, e tutto il resto può aspettare. Anche se fuori il mondo continua a correre, qui sembra esserci una piccola tregua. Una di quelle che non fanno rumore, ma ti accorgi di quanto fossero necessarie soltanto quando arrivano.

E c’è una sensazione che non riesco a spiegare.
Come se ti conoscessi da sempre o forse come se ti aspettassi da sempre.

Non so quale delle due cose mi sorprenda di più.

Forse perché, quando qualcosa ci fa stare bene, cerchiamo subito di darle una storia. Un prima, un dopo, una ragione che renda tutto più comprensibile.

Eppure, per una volta, mi piacerebbe non capire.
Lasciare che le cose accadano senza dover stabilire da dove arrivino o dove siano dirette.

Per questo ti chiedo di restare.
Non perché manchi qualcosa da fare, ma perché, per una volta, non sento il bisogno di farla.

Potremmo parlare ancora un po’. Lasciare che una frase ne richiami un’altra, che una risata interrompa un discorso, che un silenzio trovi il suo posto senza sentirsi obbligato a riempirlo.
Oppure potremmo non dirci niente.

Mi piacerebbe scoprire quanto può essere pieno un momento in cui non succede assolutamente nulla.

Sai, ho sempre pensato che il tempo fosse qualcosa da attraversare. Una strada fatta di partenze, appuntamenti, arrivi. Qualcosa da riempire prima che finisca.

Poi ho cominciato a pensare che forse ci sono momenti che non chiedono di essere vissuti più velocemente, ma più lentamente.

Momenti in cui un minuto può contenere molto più di un’intera giornata.
E persone con cui anche pochi secondi sembrano avere una strana capacità di allungarsi.

Non so se sia merito tuo, mio o di quello spazio che, senza accorgercene, abbiamo lasciato tra le nostre parole.
So soltanto che adesso, mentre penso che dovremmo salutarci, mi viene voglia di rimandare.

Ancora un silenzio.
Ancora una storia.
Ancora un minuto.
E poi un altro.

Non per trattenerti, ma per vedere dove ci porterà questo piccolo inganno che stiamo facendo al tempo.
Perché forse non è vero che vorrei averti qui per sempre.
Forse vorrei soltanto smettere, per un po’, di pensare a quando te ne andrai.

Allora resta ancora un po’.
Anche solo pochi secondi.
Che poi, a volte, i secondi diventano minuti, i minuti diventano ore e le ore, senza chiedere il permesso, diventano giorni.

E magari, un giorno, ci accorgeremo che non stavamo cercando di fermare il tempo.
Stavamo soltanto imparando a riconoscere il momento in cui avevamo smesso di aspettare che passasse.

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Lineadipensiero è un diario iniziato nel 2012 con l’unico scopo di provare a liberare la mia creatività attraverso i testi.  Sono semplici storie di introspezione, fantasia, immaginazione di un vecchio bruto, brutto e barbuto innamorato dell’arte metafisica, astratta e contemporanea.
Mi piace giocare con le parole come fossero dei colori; accostamenti, distonie, armonizzazioni volte a creare un quadro tra la realtà e l’astrazione della stessa