Lineadipensiero isolata
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C’è un luogo in mezzo al mare dove pochi possono arrivare.

Non compare sulle mappe, nessuna barca sa come raggiungerlo. Per arrivarci non basta conoscere la rotta, ma la retta linea dei pensieri da attraversare quando il vento cambia. Bisogna navigare restando a galla quando il mare si fa scuro, senza avere paura di ciò che affiora quando le onde smettono di coprire tutto.

C’è un luogo, in mezzo al mio mare di emozioni, che pochi conoscono.

È un’isola sospesa sopra acque che non hanno mai imparato a stare ferme. Lì il rumore del mondo arriva attutito, ovattato, come se qualcuno avesse chiuso una porta. Forse io stesso, senza accorgermene, ho voluto che fosse così.

Al centro cresce un albero, con radici profonde nel cielo e rami che cercano la terra.
Su quell’isola custodisco le cose che non so spiegare.
O che non voglio spiegare.

Le parole rimaste sospese tra il forse e il non so. I desideri messi a riposo, al buio, come un limoncello lasciato a maturare. Le fragilità che basterebbero pochi decibel per mandare in frantumi. E i ricordi. Quelli che continuano a occupare spazio, anche quando tutto ciò che li abitava ha già fatto le valigie.

Non ci arrivo sempre.

A volte il mare si agita e l’isola scompare nella nebbia. Altre volte sono io a non volerla raggiungere, perché so che lì non posso fingere. Non posso essere quello che gli altri si aspettano.

Lì sono semplicemente io.

Forse è per questo che sono pochi quelli che hanno visto quel posto. Perché non basta arrivare. Bisogna essere accolti. E per essere accolti bisogna saper restare. Per restare bisogna accettare senza voler possedere. Per accettare serve ascoltare senza riempire ogni silenzio.

Qualcuno, però, è riuscito ad arrivare.
Raramente. Ma è capitato.

Non so come abbia trovato la strada. Forse sono stato io, senza accorgermene, a lasciare una luce accesa sulla riva.

Da allora quell’isola non mi sembra più così lontana.

E quando il mare torna a fare rumore, penso che forse amare qualcuno sia proprio questo, permettergli di conoscere il luogo in cui nessuno arriva, senza chiedergli di restare.

Solo lasciandogli una luce accesa.
Perché sappia, quando vorrà tornare, dove trovarmi.

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Lineadipensiero è un diario iniziato nel 2012 con l’unico scopo di provare a liberare la mia creatività attraverso i testi.  Sono semplici storie di introspezione, fantasia, immaginazione di un vecchio bruto, brutto e barbuto innamorato dell’arte metafisica, astratta e contemporanea.
Mi piace giocare con le parole come fossero dei colori; accostamenti, distonie, armonizzazioni volte a creare un quadro tra la realtà e l’astrazione della stessa