Lineadipensiero opaca
opaca

Scritto il

Se ti piace condividilo

Ogni cosa osservo.
Come se il mondo, per un attimo, imparasse a parlarmi nella mia stessa voce.
E in quella voce sento qualcosa incrinarsi appena, come il ghiaccio sottile di uno stagno prima del disgelo. Non paura. Piuttosto il presentimento che ogni sogno, quando diventa troppo abitabile, inizi lentamente a reclamare qualcosa in cambio.

Cerco la moneta nelle tante tasche. Non trovo la moneta.
L’avrò certamente smarrita.

Cammino lungo il vagone e i finestrini non mostrano mai lo stesso orizzonte. Ora il mare che si infrange lento, ora la campagna che scorre all’indietro, ora il faro, sempre lui, lontano e vicino allo stesso tempo.

“Se è un sogno,” mi dico, “allora posso arrivarci.”

E allora accelero.
Non il treno.
Me stesso.

Il mondo intorno diventa più fluido, meno resistente. Le pareti si piegano come carta bagnata e io le attraverso. Sono di nuovo sulla spiaggia. Il fico è alle mie spalle, il treno un’eco che si allontana, e il faro ora è reale. Più reale di me. Forse è questo il luogo dove ciò che ferisce smette di nascondersi e si lascia guardare, senza più maschere, senza più fuga.

Cammino verso di lui.

Ogni passo è un ricordo che non ho vissuto. Tutto sembra raccontarmi qualcosa che avevo dimenticato prima ancora di impararlo.

Poi mi fermo.
Perché sento qualcosa cambiare.
Non nel sogno. In me.

C’è un modo in cui il sogno mi sogna, e in quel modo imparo, o inciampo, nel gesto fragile di esistere. C’è una crepa sottile nella lucidità. Il controllo sfuma. Il vento torna a muoversi da solo. Le onde riprendono il loro ritmo. Il faro sembra allontanarsi, o forse sono io che non riesco più ad avvicinarmi.

“Ancora un attimo,” penso.

Allungo la mano verso la luce del faro, come se potessi afferrarla. Per un istante, uno soltanto, ci riesco. La sento. Calda, viva, piena di qualcosa che non ha nome.

Poi.
Mi spengo.
Per un attimo.
Mi riaccendo.

E non so più se sono sveglio o se sto solo sognando di aver smesso di sognare.
O forse ogni risveglio è soltanto un altro corridoio del sogno, una nuova porta con venature diverse, pronta ad aprirsi ancora.

Chissà cosa svelerà la prossima.
Attendo.

ALTRI PEZZI
DI STORIA

SemCREATIVE

Lineadipensiero è un diario iniziato nel 2012 con l’unico scopo di provare a liberare la mia creatività attraverso i testi.  Sono semplici storie di introspezione, fantasia, immaginazione di un vecchio bruto, brutto e barbuto innamorato dell’arte metafisica, astratta e contemporanea.
Mi piace giocare con le parole come fossero dei colori; accostamenti, distonie, armonizzazioni volte a creare un quadro tra la realtà e l’astrazione della stessa