Linedipensiero allo zenith
zenith

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E tu avresti mai immaginato che non tutto è ciò che sembra?

Che la vita non proceda sempre nella direzione che avevamo disegnato. Che il desiderio sia soltanto una delle tante forze in gioco e non necessariamente quella che decide la rotta.

Ci hanno insegnato a pensare il mondo come una bussola. Una visione semplicistica fatta di soli quattro quadranti. Quattro punti cardinali, qualche sfumatura tra uno e l’altro e la convinzione che, in fondo, ogni viaggio sia soltanto una scelta di direzione. Nord o Sud. Est oppure Ovest. Avanti o indietro.

Ma esistono istanti in cui quella geografia si rompe.

Succede quando la vite che tiene fermo l’ago allenta la presa. Non si spezza con fragore. Si svita, lentamente. Sempre di più ad ogni oscillazione magnetica. Cede appena, quel tanto che basta perché tutto ciò che sembrava immobile smetta di esserlo.

Ed è lì che accade qualcosa di inatteso.

L’ago, finalmente libero, non cerca più i punti che gli erano stati assegnati. Per un momento dimentica persino il Nord. Si lascia attraversare da una forza più antica del metallo e più autentica dell’abitudine.

Non indica una direzione.
Indica un’altezza.

Si solleva fino a cercare lo zenith, come se comprendesse che esistono domande alle quali non si risponde camminando in orizzontale. Esistono dei perché che non pretendono una risposta che diversamente non ne alimenterebbero la vita. Alcuni enigmi chiedono di cambiare prospettiva, non destinazione.

Forse è questo che accade anche a noi.

Passiamo anni a inseguire coordinate, convinti che la felicità abiti qualche punto preciso della mappa. Poi qualcosa cede. Un’illusione, una certezza, un progetto. E ciò che inizialmente chiamiamo smarrimento diventa il primo spazio realmente libero che abbiamo mai abitato.

Perché non tutto ciò che perde il proprio orientamento è perduto.
A volte sta semplicemente smettendo di seguire una direzione imposta per iniziare a seguire la propria natura e il proprio istinto.

E forse la libertà non consiste nel sapere sempre dove andare. Ma nell’avere il coraggio, quando il l’ago si stacca, di lasciare che il nostro sentire scopra un cielo che nessuna bussola aveva mai previsto.

In quel perfetto equilibrio imperfetto.

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Lineadipensiero è un diario iniziato nel 2012 con l’unico scopo di provare a liberare la mia creatività attraverso i testi.  Sono semplici storie di introspezione, fantasia, immaginazione di un vecchio bruto, brutto e barbuto innamorato dell’arte metafisica, astratta e contemporanea.
Mi piace giocare con le parole come fossero dei colori; accostamenti, distonie, armonizzazioni volte a creare un quadro tra la realtà e l’astrazione della stessa