A cosa stai pensando?
È una domanda semplice.
Eppure, ogni volta che la pronuncio, ho la sensazione che muova quel “no, nulla” apparente.
Si, li ho visti.
Cosa?
Ho visto i tuoi pensieri farsi materia in volo.
Non come pulviscolo.
Piuttosto come foglie o farfalle.
Li ho immaginati danzare piano attorno a te.
Posarsi sulle spalle.
Sfiorarti il viso.
Andarsene prima ancora che tu riuscissi a guardarli davvero.
Chissà quanti ne lasci passare ogni giorno.
Quanti trattieni.
Quanti fai finta di non vedere.
Qual è l’ultimo pensiero che hai lasciato finire di parlare?
Non quello a cui hai risposto. Quello che hai semplicemente ascoltato.
Senza essere risolto.
Senza essere giudicato.
Solo ascoltato.
Forse è questo che dimentichiamo.
Che non tutti i pensieri sono lì per darci una risposta.
Alcuni arrivano solo per raccontarci qualcosa di noi.
Per posarsi dove continuiamo a fare finta che non ci sia vento.
Su quello che evitiamo.
Su quello che desideriamo.
Su tutto ciò che aspetta ancora di essere visto.
E allora non scacciarli subito.
Guardali passare.
Come si guardano le foglie quando il vento cambia direzione.
Come si osserva una farfalla, sapendo che non si può trattenere.
Magari uno di quei pensieri aveva solo bisogno che qualcuno gli facesse posto.
Ti andrebbe di provare a dirmi?
Se ti va, ti ascolto.
Se non ti va, ti abbraccio.

