Ciao, come stai?
Sì, te lo chiedo ancora
una volta. E se sarà il caso,
lo chiederò ancora.
Quindi ti va di dirmi come stai?
O stai semplicemente sopravvivendo da così tanto tempo da aver dimenticato la differenza tra cielo e mare?
Perché?
Perché vorrei finalmente, almeno per una volta, sapere come stai davvero.
E non mi accontento più del solito “Bene, grazie.”
Ti conosco.
So dove nascondi le paure, quali bugie racconti quando vuoi sembrare forte.
So riconoscere il momento esatto in cui la sincerità svanisce.
E sai una cosa?
Oggi qualcuno deve fermarsi ad ascoltare la risposta e non ti lascerò scappare dietro la comodità del superfluo.
Ti prego, esci da dietro quella tenda velata!
Non voglio sapere come stai quando qualcuno te lo chiede per cortesia.
Voglio sapere come stai quando il silenzio prende il posto del rumore.
Quando non c’è più nessuno da impressionare.
Quando resta solitudine con tutto quello che continui a rimandare.
Il silenzio si fa eco.
Resto con lo sguardo fisso sugli occhi.
Attendo il minimo movimento delle labbra.
Lì fermo
allo specchio.
Solo il riflesso di una domanda che evitavo da troppo tempo.
E tu?
Hai il coraggio di chiedere a te stesso come stai?

