Piano

Danza su piano di neri tasti solo ombrain quella bianca distesaarmonizzo i pensieri del fa re. Mancante di diesisbemolli passano i giorniin scala minore melodicaun mi sol tanto resta. In grado sensibile ascolto i bassi passidel do ut dessenza se e senza la.
Teatrale

Di pura magiain gesti lentivedo fini armonieaffini allegorie. Ibrido baciamanosuona in do maggioreteatrale sinfonia estatica poesia. Spettacolo del dìun copione feliceinebriato spettatoreimmobile attore.
Funambolo

Incespicante funambolosu lineedipensiero sottiliattraverso da mente a cuoreil dirupo dell’ignoto. Ondeggia e fluttua il mio viaggiosospeso nel vuoto sideraleintimorito nel giù guardare procedono lesti i miei passi. Bilancio spazi vuoti e pienicerco il baricentro della vitasospinto dai venti di aliseiresto seduto ad aspettare.
Oggi

Ispido umore,a piedi nudi e logori,su sentiero di pietrea lenti passi cammino. Cuspide rumore,con orecchie tese al sottile,su linee d’onda disarmonichecerco la direzione. Sapido odore,col naso all’insù,tra diagrammi di stelleattendo l’alba.
Scesa

Componimenti a versidi avvenimenti avversi,il mio perdere le parolediviene smarrire la polare. Armonicamente dispersigioie che un dì persi,di frasi ben composterestano poesie scomposte. Lascio i passi certicammino in violi incerti,certa ineluttabile discesadi quella che fu finta ascesa.
Omonimia

Ancora resto l’ancoradi una barca di cartapiegata e ripiegatasgualcita tra le rughe. Venti sono i ventidi un pensiero di luciappare e scompareintermittente tra i sogni. Verso senza versodi una memoria sospesaandare e tornarenavigando tra i ricordi.
Et lux facta est

Mi dissi “Et lux facta est”mentre lo sguardo volge a ovest.Rimasi a lungo ad osservareil vento del nord vedendolo arrivare. Nella mia mano la rosa dei ventivagante viaggiatore tra le menti.In cammino tra le rive di mangroviealla ricerca del giardino di magnolie. I miei piedi stanchi e logori,il mio cuore vivo di ardori.Raccolgo ancora una […]
Percezione

Vidi in vitro la vitacon fare esperienziale tra i riflessi lucidiil me tra io e sè. Percezione sottileal di là dello sguardoin un dove tutto èma il tutto non c’è. Carpire il verochiudendo gli occhiè solo sensibile sentiredella voce inascoltata.
A more

Ispida è la salitadi colui che va a morenel bosco trova vitail roveto dell’ardore. Porporino è il coloredelle mani di colui che trova il cesto rimane con dolorevuoto e di speranza nuova. Il sole ad ovest radentecrea lunghe ombrefermo alla foglia cadenteosservo il salice piangente.
Me

Al gioco ho preso partedomandando io chi sono,mettendo giù le cartelineapensante oltre il suono. Di parole ero fatto,di pensieri artefice,intangibile quasi al tatto,di riflessioni orefice. Un volto si costruisceleggendo tra i miei versi,immagine che si arricchiscedi disegni meno dispersi.
