Lineadipensiero solare
solare

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Hai mai conosciuto il saluto al sole?
Una sequenza dinamica che armonizza corpo e respiro.

È un respiro iniziale.
Quando appena sveglio ascolto il suono del mio respiro ancora dormiente. Quell’istante sospeso in cui l’aria entra e sento che qualcosa si prepara a fiorire. È la quiete che precede il calore. È il mio “Buongiorno” al mio cuore viola.

È l’allungarmi verso il cielo.
Per un abbraccio, per stringermi e sapere che ci sono. Le braccia che si sollevano, morbide, per cogliere una nuvola o un nuovo sogno. Nell’amore mi allungo sempre un po’ più in alto, come chi sa donarsi senza mai perdere equilibrio.

È la flessione.
Mi invita a guardarmi dentro e riconoscere la felicità delle piccole cose. Nel piegarmi verso la terra non mi spezzo, ascolto. E nell’amore porto questa capacità rara di chinarmi senza mai rimpicciolirmi, di farmi spazio mentre rimango intero, forte proprio nella mia delicatezza.

È la forza del sole che sorge nel petto.
Quando apro gli occhi e cerco luce. Cerco di scaldare ciò che tocco, persino ciò che non sapevo fosse rimasto in ombra. Nuova linfa in un sorriso. È un accogliermi, un intreccio di luci che mi abita, per essere tutt’uno in ogni momento.

È il passo indietro.
Ombra che diventa sostegno quando sono fragile. Giaciglio per riposare quando sono stanco. Filo di luna, madre e compagna, con il quale cucio nuova forza. Mi accolgo come un tappeto morbido che sa sostenere senza trattenere, sa arretrare senza sparire.

È la spinta che mi rialza.
Nel mio fluire imparo che nulla resta immobile. Nell’amore cerco movimento, nuovi giorni e passioni piene di me. Mi fermo, ascoltando il mio cuore, il mio respiro e il profumo d’incenso.

E infine è il ritorno al cuore.
La posa conclusiva, la calma dopo il viaggio. Tra le mie braccia scopro che ogni ciclo, ogni apertura, ogni piega, ogni luce aveva un senso. Mi riporto lì, dove tutto è semplice e vero.

Dove sono io.
Dove tutto è casa.

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Lineadipensiero è un diario iniziato nel 2012 con l’unico scopo di provare a liberare la mia creatività attraverso i testi.  Sono semplici storie di introspezione, fantasia, immaginazione di un vecchio bruto, brutto e barbuto innamorato dell’arte metafisica, astratta e contemporanea.
Mi piace giocare con le parole come fossero dei colori; accostamenti, distonie, armonizzazioni volte a creare un quadro tra la realtà e l’astrazione della stessa