Lineadipensiero non scritta
scritta

Scritto il

Se ti piace condividilo

Oggi non mi va di scrivere.

Questa frase continua a tornare, insistente, come un pensiero che non trova un posto dove posarsi. Non so il perché, e forse è proprio questo a renderla più pesante. La non chiara assenza di una causa chiara, di una spiegazione semplice da accettare. Se ci fosse un motivo preciso potrei affrontarlo, discuterci, guardarlo dritto nelle pupille di inchiostro e magari perfino trasformarlo in materia narrativa. Invece resta lì, opaco, come una porta chiusa di cui non ricordo più la chiave né il contenuto della stanza oltre.

In realtà sono giorni che non ho voglia di scrivere.
Lo riconosco dai piccoli segnali.

Apro un quaderno e lo richiudo subito, scorro pensieri già iniziati senza sentire il bisogno di aggiungere nulla, rileggo vecchi testi come se fossero stati scritti da qualcun altro. È una distanza sottile ma netta, come se tra me e le parole si fosse creato uno spazio che non ho voglia di attraversare. Ne misuro la distanza mentre ne prendo le distanze. Non è blocco, non è paura, ma piuttosto una quiete forzata, un rallentamento che non ho scelto ma che ha scelto me.

Mi sembra di aver perso la scintilla, quel punto iniziale da cui tutto prende forma. O forse la farfalla da inseguire, fragile e imprevedibile, che ti costringe a muoverti senza sapere dove finirai. Senza di lei la scrittura diventa statica, un gesto meccanico, privo di rischio. E io ho sempre scritto per inseguire qualcosa, non per trattenerlo.

Così resto in attesa.

In questo tempo sospeso in cui non succede nulla di visibile ma tutto, forse, si sta preparando. Perché anche il silenzio ha un suo lavoro segreto. Sedimenta, scava, sposta lentamente le cose. Forse un giorno, senza preavviso, tornerà il vento giusto, e con lui il desiderio di rimettere le parole in movimento riafferrando il filo del discorso per salire più su.

E magari scriverò ancora.
Ma non oggi.

ALTRI PEZZI
DI STORIA

SemCREATIVE

Lineadipensiero è un diario iniziato nel 2012 con l’unico scopo di provare a liberare la mia creatività attraverso i testi.  Sono semplici storie di introspezione, fantasia, immaginazione di un vecchio bruto, brutto e barbuto innamorato dell’arte metafisica, astratta e contemporanea.
Mi piace giocare con le parole come fossero dei colori; accostamenti, distonie, armonizzazioni volte a creare un quadro tra la realtà e l’astrazione della stessa