Il suo passo deciso si arrestò improvvisamente.
Si voltò verso di me e mi disse: «Sei un girasole in un campo di rose e, laddove gli altri vedono una stranezza, io ci vedo una rarità».
«Lo dici con troppa dolcezza» risposi, ruotando la testa verso il sole, come se stessi studiando non me ma la luce che mi cade addosso. «La rarità non è mai comoda. E poi non mi sento tale».
Seduti in quel campo, l’aria vibrava come in uno dei suoi quadri, dove il cielo è troppo blu per essere reale, o forse siamo noi a essere troppo reali per quel blu.
«Dimmi cosa ti rende girasole tra rose».
«Ti ripeto, non mi sento tale. Ma accolgo il tuo sguardo e indago nel mondo del tempo che fu, quando fui chiamato a misurarmi con ciò che mi circondava. A quella domanda risposi che era armonia composta, petali simmetrici e profumi che non disturbano il mondo intorno a me. Io invece sono sempre stato alto, sbilanciato, sempre rivolto verso qualcosa che cambia. Non so stare fermo».
«I miei girasoli non stavano fermi» disse. «Li dipingevo come fossero fiamme. Non erano fiori gentili. Erano bocche spalancate verso il sole».
«Ma le rose sono più amate» mormorai. «Sono eleganti. Stanno bene ovunque».
«Amate da chi?» ribatté lui. «Dal salotto o dal cuore?»
Resto in silenzio.
Il vento attraversa il campo immaginario e, per un attimo, mi sembra di sentire le pennellate nell’aria, spesse, materiche. Vincent si alza, cammina tra i fiori invisibili. Ed è lì che capisco che la stranezza è una direzione che pochi riconoscono. A chi diceva che i suoi colori erano sbagliati, lui rispondeva che erano solo veri.
Abbandonare la timidezza e imparare dal sole, che timido non è e sta lì a ricordare al campo che esiste. Non rinnegare la mia altezza né il mio continuo rivolgermi a esso. Senza scusarmi. Senza scusarmi delle mie grandi foglie verdi. Non scusarmi per il mio cuore di intenso marrone. Non scusarmi per il giallo. Non scusarmi per il desiderio.
Resto a guardare l’orizzonte che vibra come tela fresca.
Forse la rarità non è un premio.
Forse è una responsabilità.
E quando pensi di non essere capito subito, non importa. Importa essere fedeli alla propria luce. Le rose possono riempire un giardino. Ma un solo girasole può insegnargli dove guardare.
E mentre il campo si dissolve in colore, capisco che la stranezza non è isolamento.
È orientamento.

