Lineadipensiero uggiosa
uggiosa

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Ascolta. Senti?
Inizia a piovere!

Le prime gocce, nonostante siano le più voluminose, vanno cercate con lo sguardo attento come fossero stelle cadenti. Le vedi apparire all’improvviso nel cambio di colore dell’asfalto o nel suono cupo della tegola di terracotta. Le prime gocce non fanno mai paura.

Forse pioverà più forte. O forse è solo una nuvola di passaggio.
Guardi in su per vedere le gocce scendere come saette.

All’inizio la pioggia sembra innocua, quasi gentile. Trova la pelle con tocchi isolati, come ricordi che bussano alla porta per farsi riaprire. Guardi dallo spioncino e… «prego, accomodatevi».
Alcuni sono esili, altri invece sembrano voler staccare il telaio della porta pur di entrare.
I ricordi sono così. Non arrivano mai urlando. Si annunciano con piccoli segnali, impercettibili, proprio come la pioggia.

Poi la pioggia cambia ritmo.

Le gocce si moltiplicano, si inseguono, si accavallano. Il cielo smette di trattenersi, come quando anche tu, a un certo punto, hai smesso di trattenere tutto quello che faceva male. Non c’è stato un momento preciso, solo un lento cedere. E l’asfalto si scurisce senza che nessuno se ne accorga davvero.

Arriva il rumore. Dopo.

Arriva quando capisci che alcune parole o gesti ti hanno attraversato come acqua gelida. Quando ti accorgi che alcune assenze continuano a gocciolare dentro di te. Quando senti quel peso umido sul petto e non sai più se viene dal cielo o da dentro.

La pioggia ora batte forte.
Eppure resti lì.

Perché in fondo lo sai, la pioggia non viene solo per bagnarti. Viene per lavarti, per sciogliere la polvere, per farti sentire vivo in quel brivido che ne scaturisce.

Col tempo impari a non scansarti più.
Lasci che cada, che bagni tutto… i ricordi storti, le parole scritte sui fogli volanti, i nodi da sciogliere, la terra fertile. E mentre l’acqua scivola via, portandosi dietro un po’ di peso, capisci una cosa semplice e difficile insieme.

Alcuni ricordi non smettono di esistere, ma imparano a stare sotto la pioggia.

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Lineadipensiero è un diario iniziato nel 2012 con l’unico scopo di provare a liberare la mia creatività attraverso i testi.  Sono semplici storie di introspezione, fantasia, immaginazione di un vecchio bruto, brutto e barbuto innamorato dell’arte metafisica, astratta e contemporanea.
Mi piace giocare con le parole come fossero dei colori; accostamenti, distonie, armonizzazioni volte a creare un quadro tra la realtà e l’astrazione della stessa